5 Domande: Aldo Aldini

aldo aldiniAldo e’ uno dei mentalisti italiani più apprezzati, le sue performance sono moderne ed originali, ora e’ in tour con il suo spettacolo Forma Mentis, lo ringraziamo per aver trovato il tempo per noi.

38enne umbro, si avvicina al mondo della magia da giovanissimo, complice involontario il padre che si occupa di illusionismo ed escapologia a livello internazionale.
La prestigitazione è la sua più forte passione e fin da piccolo ha già chiara la strada da seguire.
A 16anni il suo primo spettacolo “pagato” e da allora… non si è più fermato portando i suoi spettacoli in giro per il Mondo.
Nel 2000 sviluppa le tecniche di Mentalismo (branca dell’illusionismo) e nel 2011, primo in Italia, lo porta all’attenzione del grande pubblico partecipando a Italia’s Got Talent e arrivando in finale con due esperimenti che hanno visto coinvolti Maria De Filippi e Jerry Scotti.
Oggi è uno dei più apprezzati e conosciuti mentalisti italiani.
Attualmente in tournée con il primo spettacolo al mondo di mentalismo in veste teatrale: Forma Mentis.

1)Come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Mio padre negli anni ’80 fino a metà degli anni ’90 fu forse l’unico escapologo in Italia. Ho sempre vissuto quindi in questo ambiente, addirittura partecipai al primo congresso magico a 6 mesi! All’inizio però non diedi molta importanza a questo mondo, ma mi ci riavvicinai a 16 anni, perché con un gruppo di amici avremmo dovuto trovare dei soldi per andare in vacanza, che alla fine saltò. Iniziai così a fare micromagia ai tavoli nei vari ristoranti. Circa 10 anni fa però, ho lasciato la micromagia per dedicarmi al mentalismo, che mi ha portato subito un cambiamento anche a livello qualitativo del lavoro, infatti iniziai ad esibirmi in posti del tutto diversi e più importanti. Il colpo di grazia che mi ha fatto pensare di passare del tutto al mentalismo mi arrivò quando andai a Roma a vedere uno spettacolo di Arturo Brachetti… in macchina infatti avevo due valigie con il repertorio di 20 anni di effetti magici accumulati, ma qualcuno sfondò i vetri della macchina e rubò le mie valigie. Da quella volta mi sono detto che non c’era bisogno per forza di tanti oggetti vari, ma bastavano dei semplici foglietti di carta, o addirittura niente, per fare dei miracoli.

2)Il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

Eh… non ce n’è uno..sarebbe una forzatura scegliere! Di momenti ce ne sono tanti… probabilmente il momento della prima di uno spettacolo è di certo un momentone, ma come ripeto, di momenti intensi ce ne sono troppi. Forse uno dei più recenti ed importanti però è stato quando a teatro, il giorno prima della prima del mio spettacolo “Forma Mentis” , Anna Mancuso (la mia produttrice e manager) durante le prove dava un’occhiata al palco…la vedevo che le brillavano gli occhi, ed ad un certo punto mi fa “Sei contento?” “Sì, certamente!” e lei, in un sorriso che non dimenticherò mai: “Tutto questo, è perte..goditelo!”. Sono dovuto correre a chiudermi in camerino per non far vedere a tutti che piangevo come un bambino…un’emozione che porterò per sempre con me.

3)Quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Indubbiamente mio padre…Aldo Colombini, perché mi dava degli effetti che sentivo adatti a me all’epoca… altri che mi hanno influenzato poi sono i grandi teorici del mentalismo, come Eugene Burger e Max Maven.

4)Quale aspetto della nostra arte preferisci?

Preferisco tutto ciò ce faccia vivere al pubblico un’esperienza che sia la più vicina possibile alla vera magia, dove chi assiste sia talmente coinvolto da quello che accade che non si pone il problema dell’esistenza di un ‘metodo umano’ per ottenere certi risultati…quindi, ovviamente, sto parlando del mentalismo!

5)Quali sono i tuoi progetti futuri?

Progetti futuri? Sono quelli di arrivare a fine vita facendo quello che mi piace! Per ora ho come progetto quello di portare avanti questo spettacolo teatrale di mentalismo, “Forma Mentis”, con la regia di Vanessa Gasbarri. E’ molto diverso da uno spettacolo normale, perché non sono tanti effetti uno dietro l’altro, ma è un vero e proprio spettacolo teatrale di mentalismo. Questo, è quello che oggi voglio portare avanti, domani…ci penserò!

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