“Mesmer” di Mariano Tomatis, recensione

Il nuovo libro di Mariano Tomatis viene presentato sul sito mesmer.it come il “naturale seguito di “Te lo leggo nella mente”, il best seller di Mariano Tomatis dedicato a chi muove i primi passi nel mentalismo”.

In effetti chi ha letto “Te lo leggo nella mente” viene da una dolce passeggiata in compagnia di Tomatis nell’androne del palazzo del mentalismo. Lentamente il lettore veniva invitato ad attraversare delle porte che si aprivano su altrettante stanze dove era possibile respirare alcune tematiche relative all’arte di leggere la mente.

L’intento di Tomatis era quello di ingolosire lo studioso volenteroso e di dissuadere il semplice curioso. E così chi, come me, si è fatto ingolosire ha letto Mesmer. Mesmer è suddiviso in due sezioni: la prima è una panoramica storica e la seconda contiene sedici “lezioni” di mentalismo.

La sezione storica è decisamente ben fatta ed affascinante. Si racconta della nascita del magnetismo come forma di intrattenimento e della nascita del cosiddetto Mesmerismo, sponsorizzato dalla figura del medico francese Franz Anton Mesmer che vantava la capacità di poter trasmettere dei flussi magnetici in grado di svolgere varie funzioni tra cui, tra le altre, quella di curare. Questa prima parte del libro ha un formato un po’ particolare: le pagine pari e quelle dispari seguono due filoni che si rincorrono e si intrecciano. Da una parte vengono raccontati degli eventi storici e dall’altra questi eventi sono accompagnati da approfondimenti e curiosità. Questa sezione storica è molto affascinante e ben tinteggiata, Tomatis è veramente bravo a far immergere il lettore nell’atmosfera settecentesca che fa da sfondo alle vicende. Si percepisce l’approfondito lavoro di ricerca fatta dall’autore e al contempo il racconto ha la capacità divulgativa che fu di Piero Angela e che adesso appartiene al figlio Alberto: alla portata di tutti, mai noiosa e molto affascinante.

La seconda parte del libro, si diceva, è invece composta da sedici lezioni di mentalismo ed è proprio in questa sezione che il lettore potrebbe rimanere deluso. Nello specifico le lezioni si concentrano prevalentemente su tecniche di lettura della mente che sfruttano principi matematici che, sempre nello stile di Tomatis, vengono descritti con rigore scientifico. Qui il libro si fa meno scorrevole ma il vero appassionato sarà in grado di affrontarlo. Alla fine delle sedici lezioni sicuramente non si è dei mentalisti, probabilmente i prestigiatori a cui piace annusare un po’ di mentalismo ne porteranno a casa qualche tecnica per forzare dei numeri, altri invece potrebbero prendere alcuni effetti ed inserirli nel proprio repertorio perché, se è vero che gli effetti spiegati si fondano su principi matematici, in diversi casi il metodo matematico è ben mascherato. L’intento di Tomatis non è tanto quello di dare al lettore dei piatti pronti quanto quello di mettere in mano di chi legge delle ricette base tramite le quali con un tocco di estro e con altri approfondimenti sicuramente è possibile creare qualcosa: così era in “Te lo leggo nella mente” e così è anche in “Mesmer”. E questo può piacere o meno, al lettore la scelta.

La domanda che sorge spontanea è: perché una abbondante metà di un libro che si ripropone di dare delle lezioni di mentalismo dovrebbe essere dedicata a raccontare un periodo storico e nella fattispecie la vita di un personaggio carismatico come Mesmer? Ma la domanda che probabilmente troppe poche volte ci si pone è: perché un cartomago dovrebbe sapere come mai esistono quattro semi nei mazzi? Perché un prestigiatore che si occupa di monetomagia dovrebbe sapere quando l’essere umano ha iniziato ad usare le monete? Perché nella prestigiazione in generale ma nel mentalismo decisamente di più è fondamentale creare un’atmosfera nella propria esibizione, presentare gli effetti in maniera coinvolgente, essere in grado di condire le esibizioni con le parole, accompagnare i gesti con dei racconti, il tutto con l’intento di intrattenere: da questo punto di vista, potersi avvalere della conoscenza di come un’arte ha avuto origine può essere molto utile allo scopo. Conoscere le origini storiche di un’arte equivale, come diceva qualcuno, a salire sulle spalle dei giganti per guardare più lontano.

Ultima nota su Mesmer: è possibile acquistarlo nella versione base, in questo caso si riceve unicamente il libro, e nella versione deluxe, nel qual caso si riceve il libro ed alcuni oggetti per poter mettere in pratica quanto imparato nelle lezioni.”

Marco Marzano

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