Conferenza di Yves Carbonnier, recensione

16/03/2017, Chivasso TO, Conferenza di Yves Carbonnier

Nella cornice del piccolo circolo Chivassese “Circolo Magico due di Picche” si è svolta in data 16 marzo l’esclusiva conferenza del prestigiatore francese Yves de Carbonnier.

Una tappa fuori da qualsiasi tour, si è dimostrata l’occasione per molti degli iscritti ai circoli della zona di incontrare un vero Maestro della cartomagia. Tanto da condurre tra le pareti del Due di Dicche anche altri maestri ansiosi di vedere il relatore all’opera tra cui Marco Aimone e Diego Allegri.

La conferenza si è divisa formalmente in due parti: quella iniziale in cui Carbonnier ha dapprima dimostrato il suo show di micromagia per situazioni formali. Una miscela di giochi efficaci sapientemente studiata per la situazione in cui viene proposta: feste in cui ci sono diversi tipi di intrattenimento, tra cui appunto, il prestigiatore.Yves ci ha spiegato perchè ha deciso di proporre quegli effetti e in quella sequenza, come strutturare il proprio act, numerosi consigli su come gestire il pubblico, sulle qualità che deve avere un finale.Non sono mancate ovviamente le spiegazioni delle sue proprie tecniche, delle armi potentissime che entreranno sicuramente a far parte dell’arsenale di chiunque abbia avuto modo di vederle all’opera.

Dopo un breve break Yves si è invece “lasciato andare” mostrandoci un effetto dopo l’altro, una parte sicuramente più tecnica per la precedente, ma, per chiunue ami davvero la cartomagia, è stato sicuramente uno spettacolo impressionante. Si sono seguiti tributi a Elmsley, effetti reset, il suo “les rois alcoolique”, sandwich e collectors; il tutto nella sua personalissima visione e interpretazione, di grande impatto. Un esempio perfetto è la sua versione del reset in cui i due mazzetti di carte non si toccano mai e uno di questi è isolato in un bicchiere: pura magia.

Si è dimostrato un incontro di altissima qualità, condotto da un Maestro disponibile e preparatissimo che non ha lesinato sugli insegnamenti.

Ultima nota: un plauso va sicuramente al traduttore che ha saputo trasmettere fedelmente il contenuto della conferenza: Aurelio Paviato.

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