Condivisione e conservazione del “Segreto”

di Andrea Bondi

Quando iniziai ad interessarmi di prestigiazione ero un ragazzino e come tutti avevo una gran voglia di imparare il più possibile. Sono passati tanti anni e molte cose sono cambiate…

In questo gruppo (I Nuovi Prestigiatori su Facebook) ci sono tante persone che possono confermare ciò che sto per dire e che credo possa essere interessante.

Il periodo a cui mi riferisco era quello in cui internet non esisteva, i libri in italiano erano pochissimi e i prestigiatori italiani dovevano obbligatoriamente conoscere la lingua inglese se desideravano progredire studiando i “testi sacri” (“Stars of Magic”, “Tarbell”, “Rice”, “Fitzkee”, ecc…”).

Gli appassionati di close-up dovevano essere grati a gente come Tony Mantovani e Lamberto Desideri che con il loro impegno fecero conoscere questa branca in Italia.

Quando ci si vedeva al club magico (una o due volte al mese) era sempre una festa perchè avevamo la possibilità di confrontarci con altri appassionati nonostante la scarsità di informazioni che giravano al tempo. I più esperti erano davvero gelosi dei loro segreti e iniziavano a spiegarti qualcosa solo dopo un lungo periodo in cui il nuovo socio dimostrava serietà e attaccamento alla materia.

Gran parte del materiale ruotava attorno alla “Magia Generale” e molta importanza veniva data alla presentazione dell’Artista e dei giochi (come insegnato dal Prof. Sitta per anni).

La pappa non era mai pronta e servita, bisognava guadagnarsela ed era un bene!

In questo modo si esaltava il rispetto verso i soci più esperti e chiaramente per l’Arte Magica.

Ora con lo sviluppo della tecnologia è aumentato il fenomeno della “condivisione”; nulla di sbagliato se fosse controllata meglio… L’eccesso di “condivisione” però penso che sia un grave errore. Bisognerebbe ripristinare l’importanza che aveva la “conservazione del segreto”, concetto fondamentale su cui dovrebbe basarsi l’Arte Magica.

Prima il pubblico credeva davvero nella magia e tutto questo era possibile grazie alla “conservazione del segreto” e al modo in cui esso veniva trasmesso ai pochi meritevoli. Nonostante era tutto più difficile a mio modesto parere si stava molto meglio in passato!

Cosa ne pensate della “condivisione eccessiva”? Non trovate che la via di apprendimento più difficile sia anche più gratificante? Il saper conservare i segreti insegnava il RISPETTO per quello che si faceva e a dargli importanza, cosa che oggi non vedo nonostante molti sostengano per loro convenienza il contrario.

Dite la vostra!

Andrea Bondi
Accademia Italiana Arte Magica
Facebook: https://www.facebook.com/AccademiaItalianaArteMagica

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