A Torino La Casa degli Enigmi

Catturare il serial Killer dei Murazzi? E’ un enigma!

E’ questa l’ultima moda del divertimento in città: chiusi in una stanza i giocatori hanno 60 minuti per uscire

Il conto alla rovescia è iniziato, restano solo 60 minuti per cercare di uscire usando logica e gioco di squadra. C’è chi si guarda intorno spaesato, chi inizia a spostare oggetti e chi fissa attentamente un quadro. Poi un’intuizione, c’è chi digita un codice e la prima porta si apre. Il gruppo di amici è chiuso in una stanza de < > in via Ormea, San Salvario.

Nei locali dell’ex Ospedale Valdese di Torino ha aperto un gioco, creato da due ragazzi poco più che ventenni, che sta mettendo alla prova i Torinesi. In una delle due stanze a tema i partecipanti rivestono i panni di una squadra della polizia scientifica, pronta a salvare una vittima dopo l’ultimatum rilasciato dal “Serial Killer dei Murazzi”. L’assassino, noto anche come l’imbalsamatore per il suo modo di uccidere le vittime, colpisce solo ragazze bionde. La storia sembra quella di un film.

Proprio come spiega Yari Nardiello, co-founder e ingegnere 26enne che ha appena completato il programma MBA della SAFM tra Torino, Parigi e Monaco: “L’idea è nata dalla mia esperienza in Cina, amici giapponesi mi avevano parlato di questo tipo di giochi: in fondo è un videogioco che incontra la vita reale. Abbiamo scelto di ambientare la storia del Serial Killer a Torino proprio in onore alla città che a volte sa essere anche misteriosa” La prima “escape room” infatti risale al 2007 in Giappone ed ormai sono diventate l’ultima moda del divertimento anche a Torino.

Per poter uscire vittoriosi bisogna usare logica, prestare attenzione ai dettagli e collaborare. I geni da soli non bastano. Continua Yari: “per risolvere gli enigmi molti credono che basti avere l’intuizione ma è il gioco di squadra la chiave della vittoria”. La squadra infatti può essere composta da 3 a 6 giocatori proprio perché alcuni enigmi richiedono la partecipazione di più persone contemporaneamente per essere risolti. Molti sono gruppi di colleghi che decidono di mettersi alla prova. “Ed è bellissimo vederli all’opera perché si ripropongono le stesse dinamiche da ufficio, si capisce chi ha il ruolo del leader”.

La Casa degli Enigmi è aperta da neanche un mese ma già centinaia di torinesi si sono messi alla prova: dai 18 ai 65 anni, 50% uomini e 50% donne. Il sabato sera ci sono prenotazioni fino alle 3 di notte. L’altro co-founder, Elisa Neri, 24enne dietista e studentessa presso l’Università di Scienze Gastronomiche spiega il motivo di così tanto interesse: “È un gioco che si fa dal vivo, dà tanta adrenalina il non sapere a cosa si va incontro e cambiare l’ambientazione nel giro di pochi secondi. Le stanze ti fanno uscire dalla tua zona di confort facendoti vivere in un altro luogo ed epoca. In una delle nostre stanze i partecipanti tornano negli anni ’60 per poi ritrovarsi in un sogno”. Come afferma anche una ricerca americana, condotta dalla Syracuse University, il livello di entusiasmo è molto alto prima di entrare perché la gente non sa cosa aspettarsi e dopo aver giocato continua la discussione ancora per molto tempo.

Tutti si divertono ma solo in pochi finora sono riusciti a completare il gioco al 100%. La competizione tra gruppi di amici o di colleghi è molta alta. Insomma la caccia al Serial Killer è appena iniziata. Catturatelo il prima possibile e i Torinesi vi ringrazieranno.

Costo 60 euro per squadra. Prenotazione obbligatoria su www.lacasadeglienigmi.com

la casa degli enigmi

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