5 Domande: Massimo Polidoro.

Ringraziamo il gentilissimo Massimo per aver trovato una finestra per noi tra i suoi mille impegni, leggetvi tutta l’intervista, e’ davvero interessantissima!

Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, ha pubblicato oltre trenta libri e il gruppo Repubblica-L’Espresso ne ha mandati in edicola sei allegandoli ai suoi quotidiani. E’ considerato uno dei maggiori esperti internazionali nel campo del mistero e della psicologia dell’insolito: co-fondatore e segretario del CICAP (Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) è stato per oltre tre anni il primo e unico docente italiano di un corso universitario (alla Facoltà di Psicologia dellUniversit di Milano-Bicocca) dedicato alla psicologia dell’insolito.
Sito http://www.massimopolidoro.com

1)come ti sei avvicinato alla prestigiazione?

Da bambino, come succede a tanti. Uno dei ricordi più lontani che ho è quello in cui guardavo rapito alla tv “Il mago Houdini”, con Tony Curtis, a casa dei miei nonni. Avrò avuto cinque o sei anni e quel film mi è rimasto tanto impresso perchè Houdini sembrava un supereroe, si liberava da tutto e combatteva i ciarlatani con la sua astuzia di mago; avevo subito pensato: “Anch’io voglio diventare così un giorno!” Poi, contemporaneamente, c’erano in televisione gli straordinari programmi di Silvan, che era subito diventato un mio eroe. Ho consumato il suo Manuale a furia di leggerlo e rileggerlo, imparavo i giochi che descriveva e poi li rifacevo in famiglia e ai compleanni dei compagni di scuola. Poco dopo, per Natale ho persino ricevuto una delle scatole magiche di Silvan. La conservo ancora. In quegli anni comunque non era facile procurarsi testi dedicati all’illusionismo e ai giochi di prestigio, non c’era internet e in libreria si trovava poco; per questo ogni volta che mi capitava di trovare una bancarella di libri usati la passavo al setaccio per scovare qualcosa di utile. Così ho trovato i vari Patrick Page, Rossetti, Adrion, Michalski e Gibson che costituirono il primo nucleo della mia biblioteca magica. La svolta arrivò con “Stupire”, del simpaticissimo Carlo Faggi e del compianto Vittorio Marazzi. Sembrava un sogno una rivista che ogni settimana non solo insegnava passo dopo passo giochi davvero sorprendenti e ti regalava pure i gadget per realizzarli, ma approfondiva un aspetto che già allora a me piaceva molto, cioè quello storico. Quello è stato l’inizio di un amore per la magia che continua tutt’ora.

2)il momento che ricordi piu’ intensamente della tua esperienza da prestigiatore.

L’idea di diventare un prestigiatore l’ho coltivata finchè non sono diventato apprendista di Randi. Fino ad allora il mio sogno era sempre stato quello di diventare un giorno “come Houdini” e quindi quand’ero adolescente imparavo giochi e mi esibivo negli spettacolini di paese, alle feste e in qualche locale alternando numeri di mentalismo a piccole imprese di escapologia. Quando poi ho iniziato a lavorare con Randi mi sono reso conto che c’erano anche altri argomenti che mi appassionavano tantissimo, quello dell’indagine dell’insolito e del mistero più di tutti. E’ stato allora che ho pensato che forse avrei potuto unire le mie passioni seguendo le orme di Randi, piuttosto che come prestigiatore tout court. Ma prima di capire che la mia strada non era quella del mago, ricordo almeno due eventi che mi hanno lasciato il segno. Il primo l’emozione che provai nell’assistere al mio primo, vero spettacolo di magia dal vivo. Lo conduceva un altro amico scomparso, Victor Balli, insieme ad alcuni prestigiatori del Circolo Amici della Magia di Torino, tra cui un giovanissimo Marco Berry che eseguì una spettacolare evasione dal bidone del latte. Dopo averli visti solo in televisione, fu straordinario vedere i maghi all’opera a pochi metri da me. Erano ancora più stupefacenti. Il secondo momento fortissimo invece stato l’incontro con Silvan. Ero a Roma per l’incontro con Randi e Piero Angela che mi avrebbe poi portato in America e Silvan invitò Randi e me a casa sua per la serata. Quei giorni furono per me straordinari, ma l’emozione di incontrare finalmente uno dei miei grandi idoli ancora nel mio cuore.

3)quali sono i personaggi che ti hanno influenzato di piu’ ed in che modo?

Oltre ai nomi che ho già citato, nel mondo dei prestigiatori i grandi sono tanti ma ne citerò solo uno di cui ho amato e studiato a fondo il lavoro: Eugene Burger. La sua filosofia e il suo approccio alla magia mi sono tornati utili anche nel mio lavoro di scrittore. Tutt’ora rileggo sempre con piacere i suoi libri o riguardo i suoi video. Un vero maestro. E poi, naturalmente, l’influenza di Randi è stata fondamentale. Non solo per quello che riguarda la magia o l’indagine dei misteri, ma anche su tanti aspetti della vita. Per me è diventato come un secondo padre e l’affetto che nutro per lui pari solo a quello che ho per la mia famiglia. Se poi posso allargare il discorso anche ad altri ambiti, il mio lavoro di narratore è stato sicuramente influenzato da autori che amo come Micheal Crichton, Stephen King, Thomas Harris, Michael Connelly, Arthur Conan Doyle e tantissimi altri. Per non parlare dell’influenza che hanno avuto i tanti registi che adoro, da Hitchcock a Spielberg, da Woody Allen a Mamet e tanti, tanti altri. Sarebbe bello parlare di tutti costoro, come anche dei pittori o degli attori che hanno avuto su di me un grande effetto, ma temo che si farebbe notte.

4)quale aspetto della nostra arte preferisci?

Ho già detto che la storia dell’arte magica riveste sicuramente un interesse profondo per me, ma forse quello che da sempre mi affascina di più l’aspetto psicologico. Mi sono laureato in psicologia con una tesi che riguardava l’attendibilità della testimonianza oculare e, in particolare, proprio l’incapacità di un osservatore non esperto a individuare il momento critico in cui avviene un trucco in un’illusione ben presentata. Capire come la nostra mente può essere ingannata, e come si inganna da sola, è sempre stato un tema molto importante nel mio lavoro. Tante volte, nell’indagare presunti misteri o persone che sostenevano di possedere facoltà paranormali, riuscire a intuire e a prevedere quello che sarebbe successo poco dopo mi ha permesso di trovare la spiegazione per quello che sembrava un fenomeno soprannaturale. Agli inizi, quando in una conferenza o un programma televisivo piegavo una forchetta o indovinavo un disegno fatto di nascosto, mi sconvolgeva la reazione di alcuni che non volevano assolutamente accettare l’idea che i miei erano solo trucchi. La verità era che non erano pronti ad ammettere di essersi fatti mettere nel sacco, ma quello che ho riscontrato più volte in tutti questi anni è che non c’ nessuna correlazione tra l’intelligenza di una persona e la sua propensione a essere ingannato. Anzi, la storia della ricerca parapsicologica è lì a dimostrare che a volte sono proprio gli scienziati e gli accademici più titolati le “vittime” più facili per truffatori e venditori di fumo.

5)quali sono i tuoi progetti futuri?

Come sempre mi piace lavorare a tante cose contemporaneamente. C’è un nuovo libro in uscita a marzo dove dopo alcuni anni torno a indagare i misteri che mi intrigano di più, quelli della storia. E poi sto scrivendo nuove cose che usciranno più avanti e ci sono almeno un paio di progetti di altra natura su cui per il momento tengo ancora il riserbo. Ma vorrei approfittare di questa occasione per ricordare anche il lavoro del CICAP, che in questo momento sta attraversando un momento di difficoltà (vedi: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275185). Tanti prestigiatori, a partire da Silvan che del CICAP è Socio Emerito, sostengono il nostro lavoro, collaborano e partecipano alle nostre iniziative (oltre a scrivere per “Magia”, la rivista che ho avuto il piacere di fondare alcuni anni fa: http://www.rivistamagia.it). Tutti quanti, infatti, sono consapevoli di come l’abilità del prestigiatore rischia di essere banalizzata o traviata da chi utilizzando gli stessi trucchi vanta facoltà paranormali che in realtà non possiede. Ma oggi, probabilmente anche per il momento di crisi che stiamo attraversando, il CICAP rischia di non potere più garantire tutte le sue iniziative e attività. Per questo, chiedo anche agli amici di Prestigiazione.it di valutare la possibilità di aderire al Comitato. C’è bisogno di persone capaci e competenti e, come ho detto, tra i prestigiatori ce ne sono davvero tante. Vi aspettiamo!

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